lunedì, aprile 10, 2006

RAI in DRM, note a margine


E' già un bel po' che sono iniziate le sperimentazioni sul fronte del DRM. A trasmettere in digitale, sia in onde medie che in onde corte, sono già diverse emittenti. In onde medie ricordo Radio Lussemburgo, BBC, Radio Vaticana. In onde corte Deutche Welle, Radio France, Radio Kuwait, Radio Canada International, Radio Nederland, Radio Mosca. Ci sono però dei problemi. Non tutto, infatti, è rose e fiori.

Primo punto. Quanti sono gli ascoltatori di questi programmi in digitale? Pochi, pochissimi. Di fronte a investimenti cospicui sul mercato mancano i ricevitori per la massa degli utenti. Al momento a sintonizzare questi programmi sono persone appassionate di radioascolto, radioamatori o bcl, attrezzati di computer, programma idoneo (come il Dream) e ricevitore professionale o semiprofessionale. Senza autoradio e radioline portatili (a basso costo) capaci di ricevere il DRM questo standard non andrà lontano.


Secondo punto. La qualità audio fornita dal DRM è ottima. Ma, c'è un ma grande come una casa. Basta che le condizioni propagative peggiorino, che ci sia un po' di fading, qualche disturbo locale (caldaie, alimentatori, elettrodomestici di vario tipo...) e subito il segnale sparisce. Ne consegue una ricezione a singhiozzo, secondo la regola del tutto o nulla. Mentre con le trasmissioni normali anche se il segnale si abbassa l'ascoltatore riesce comunque a seguire un discorso o a non perdere un pezzetto di canzone. Il tutto è francamente molto fastidioso. Questo non vale se il trasmettitore è vicino all'ascoltatore, ovviamente.

Terzo punto. Il DRM con una radio normale si presenta come un forte fruscio che occupa una banda larga 10 kHz circa. Un disturbo che va a danneggiare i canali radio vicini. Ma anche l'ascolto di altre radio sullo stesso canale in altrui Paesi. Dal Nord Europa già lamentano le interferenze provocate dalla Rai Milano Siziano su 693 kHz. Questo vale per gli ascoltatori "normali". Per gli appassionati di radioascolto, che amano sintonizzare radio di Paesi lontani (quello che viene definito come DXing) il DRM rappresenta una vera iattura. Perché "ammazza" i segnalini sui canali adiacenti. In particolare quelli dal continente americano, dove i canali in onde medie sono spaziati di 10 kHz, invece di 9 kHz europei.

Osservazione. C'è chi dice che il sistema DRM potrebbe essere sfruttato con migliori risultati sulla banda FM, 88-108 MHz. Tra l'altro occupa meno larghezza di banda di quella occupata oggi da una trasmissione FM. Potrebbero essere quindi collocate più radio sulla banda FM, oggi invasa da una giungla di segnali sempre più forti che si accavallano, cercando di sorpassarsi a vicenda. A pensarlo sono quegli addetti ai lavori, che non vedono un grande futuro per il DRM sulle onde medie e corte.

Per chi vuole approfondire consiglio il sito di Andrea Borgnino

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