lunedì, settembre 16, 2013

Latina America Survey made in Australia

Rob Wagner VK3BVW, australiano appassionato di radioascolto, ha preparato un survey dedicato alle stazioni radio latinoamericane che operano in onde corte.

L'elenco è basato su un monitoraggio effettuato a Mount Evelyn (Pic, Australia) tra marzo e agosto di quest'anno. C'è anche qualche informazione sulle QSL. Ho trovato la segnalazione sul bollettino SWB. Mi pare interessante.

Ecco il link dove scaricare il PDF: Latin American Survey 2013

venerdì, febbraio 01, 2013

Le antenne dei desideri


Radioamatori seri con antenne serie
Ecco cosa hanno tirato su in Finlandia, quelli di Radio Arcala OH8X




Due piccole antenne direttive per 80 e 160 metri sopra un modesto traliccetto.
Se volete saperne di più su questa fantastica stazione cliccate qui

lunedì, gennaio 28, 2013

Bufale on line: la storiella (falsa) su Radio Maria

Bufale on line. Ecco una storiella falsa circolata on line e ripresa anche da qualche più o meno autorevole testata:

 Ha dell’incredibile la storia che vi racconteremo. Verso le 13.30 di martedì 22, l’emittente radiofonica religiosa Radio Maria si è trasformata in una “rock station”; il fatto è successo durante il programma “A pranzo col corpo di Cristo” dove la regia automatica è andata in tilt, a causa di un errore umano, trasmettendo i brani deiMegadeth, Cannibal Corpse e System of a Down. Tali brani, si trovavano nella chiavetta USB di uno degli addetti inserita all’automazione. Per il dipendente, Pio Settimino, è come se non fosse successo nulla: “È sempre la solita solfa. Mi sbarbo le palle a sentire tutto il giorno preghiere”. La divina provvidenza non ha certo aiutato il povero Pio perché in tutte le parti d’Italia (con l’FM e il Dtt) e del mondo (grazie allo streaming e al satellite) sono andati in onda, brani di un rock d’annata dove le persone religiose (soprattutto anziane) si sono sentite estranee. Intanto a Pio è arrivata una punizione esemplare: tre Ave Maria e 50mila euro di risarcimento.


Il tutto , in varie versioni e' stato fatto circolare in rete e nei social networks senza prove dirette, ricerca di conferma o analisi critica.  

Chi e' stato piu' attento ha invece cosi' riassunto al link : 
http://www.tio.ch/News/People/718106/Metal-su-Radio-Maria-Non-risulta-assolutamente/.


Radio Maria ha infatti smentito:

ERBA - "A noi non risulta assolutamente". E' laconico padre Livio, il direttore di Radio Maria, l'emittente cattolica con sede a Erba, le cui trasmissioni vengono ascoltate anche nel nostro Cantone. D'altro canto la notizia per la quale l'abbiamo interpellato non meritava maggiori spiegazioni: Ieri si era diffusa la voce che, a causa di un errore tecnico, Radio Maria avesse mandato in onda brani di musica heavy metal. Il "fattaccio" sarebbe avvenuto intorno alle 13.30 di martedì. L'emittente avrebbe diffuso nell'etere canzoni di gruppi quali Cannibal Corpse, Megadeth e System of a Down, contenuti in una chiavetta Usb di un dipendente.


Bastava vedere la fonte dell'articolo, condiviso da parecchi utenti della Rete, per capire che si trattava di una bufala: lercio.altervista.org, sito satirico e dissacrante che riprende (anche nell'impostazione grafica) un noto tabloid italiano. Lo stesso taglio del pezzo, e il suo contenuto, erano sufficienti per convincere che si trattava di uno scherzo.

Il problema è che alcuni non hanno capito la chiave ironica delle righe scritte sul Lercio, e hanno pensato che fosse tutto vero. Anche un magazine di musica, cinema, videogames e altro, solitamente molto serio e autorevole come Repubblica XL, è caduto nella trappola: "Cose che capitano: il sistema operativo di Radio Maria è andato in tilt trasmettendo band certamente poco amate dagli ascoltatori come Megadeth, Cannibal Corpse e System of a Down. Gli artisti erano presenti sulla chiavetta USB di un dipendente che era stata attaccata al computer principale. Le canzoni in scaletta? "Hangar 18", "Toxicity" e "Hammer Smashed Face". Ora è caccia al nome del "brutallaro" dell'emittente radiofonica votata a Maria".
Agli utenti che hanno replicato sulla pagina Facebook di XL, dicendo che si trattava di una palese bufala, la redazione ha risposto: "Gira da un po', fateci sapere se davvero è una bufala: peccato però, ci siamo divertiti a scriverla!" Proprio questo è il punto di forza di queste storielle "troppo belle per essere vere": sono divertenti, anche quando non sono vere.

Claudio Re  

giovedì, aprile 19, 2012

La storia passa da Radio Busto Arsizio, in onde corte


La notizia della fine della guerra, il 25 aprile 1945, venne diffuso per la prima volta da Busto Arsizio in onde corte. Giovanni Lombardo, fu tra i protagonisti di quel momento storico. Il suo ricordo su Avvenire.

di Giovanni Lombardo

Nell'aprile 1945 esisteva in Busto Arsizio un centro radiotrasmittente a onde corte di proprietà dell'Eiar. I programmi da trasmettere erano eseguiti a Milano nelle sedi di corso Sempione, oppure in quella
di Morivione e andavano in onda col nome di «Radio Tevere».
In Busto non esistevano locali, né tanto meno studi, per l'esecuzione di programmi, né possedevamo apparecchiature atte alla ripresa sonora: in via Mentana 7 disponevamo di un piccolo appartamento destinato a ufficio e magazzino. È opportuno ricordare che la caratteristica delle onde corte è di potere
essere ricevute solo a grande distanza. Così era impossibile essere ricevuti per esempio da Busto a Gallarate o a Legnano, mentre invece era facilissimo essere ascoltati in Africa, Sicilia o in qualsiasi altra parte del mondo.

Il centro radio era presidiato da un piccolo gruppo (sei) di militari tedeschi, che pernottavano in una stanzetta attrezzata con due letti a castello. Di giorno invece intorno alle 12 erano soliti recarsi a casa loro e alle 16 ritornavano al centro radio. Intorno al 10 aprile circa, nell'intervallo di riposo del presidio tedesco, arrivò – cosa insolita – un'automobile dalla quale scesero tre persone di cui due armate con mitra.

Il terzo signore chiese di parlare con me e con mio sommo stupore disse, in perfetto italiano, di essere un agente segreto americano dell'Oss, Missione Chrysler, di chiamarsi Aldo Icardi, nativo di Pittsburg. Soggiunse che da quel momento i trasmettitori dovevano considerarsi occupati dalle truppe alleate; che non dovevano mai più trasmettere i programmi provenienti da Milano e che invece avremmo
dovuto trasmettere programmi prodotti nella sede di Busto Arsizio.

Feci subito presente al tenente Icardi l'impossibilità di realizzare quanto da lui richiesto perché sprovvisti di ogni materiale. Egli non volle sentir ragioni: probabilmente non credeva alle mie parole; poi promise di farci avere qualche apparecchio che poteva esserci utile. Mantenne la promessa
e dopo alcuni giorni mi inviò due magnifici microfoni americani, nuovi di zecca, ad altissima fedeltà: ignoro dove li abbia recuperati. A questo punto è chiaro che restavamo impegnati a fare quanto Icardi ci aveva ordinato e che da parte nostra era necessario predisporre le apparecchiature indispensabili
alle riprese sonore. Così all'insaputa dei tedeschi procurammo quanto necessario e cioè accumulatori, giradischi, valvole termoioniche e costruimmo con mezzi di fortuna gli apparecchi: amplificatori, dosatori, miscelatori, eccetera. Il materiale era acquistato «a credito» su piazza. I nego dell'Istituto
«La Provvidenza» di Busto. Mi disse di essere parroco di Lesa (No) e che era informato in merito alle trasmissioni autonome; aggiunse che – a suo parere – era indispensabile che i testi fossero idoneamente controllati e che lui sarebbe stato disposto a svolgere tale compito. E così in seguito fu fatto. «Don Carlo» si dimostrò persona degna di fiducia, dotata di profonda cultura. Mi disse che quanto prima mi avrebbe fatto conoscere altre persone interessate alle trasmissioni e così mi presentò Enrico Tosi, presidente del Clnai, e il tenente colonnello Oggioni, comandante della piazza di Busto Arsizio.

Nel frattempo predisponemmo ad auditorio l'unica stanzetta nel fabbricato di via Mentana: provvedemmo ad attaccare alle pareti alcuni teli di cotone per ridurre i tempi di riverberazione e rendere così più chiare le parole. Su un tavolo predisponemmo microfono, giradischi, amplificatore, dosatore e miscelatore. Soggiunsero però giorni caldi; il Comando tedesco ci diede ordine di smontare i trasmettitori per provvedere al loro trasferimento. Che fare? Nel contempo, al pomeriggio, due aerei cominciarono quotidianamente a farci visita; quanta paura, pensavamo che ci avrebbero mitragliato, ma
invece mai hanno aperto il fuoco: in seguito apprendemmo che venivano solo per controllare se c'erano indizi di trasferimento degli impianti. Chissà quante belle fotografie avranno fatto. Decidemmo di agire con massima lentezza; non solo, ma anche fingendo di smontare, cioè staccando e riattaccando
i cavi elettrici delle apparecchiature. Bisogna dire che i tedeschi lasciavano fare, o perché non si rendevano conto, oppure perché – consapevoli di una prossima conclusione negativa delle loro vicende – trascuravano la sorveglianza.

Intanto gli avvenimenti incalzavano, arrivammo al punto da essere fonicamente isolati, cioè nessun programma perveniva da Milano e il telefono di servizio non funzionava più. Il capo del drappello tedesco mi disse che loro si sarebbero allontanati definitivamente e aggiunse: «Non abbiamo minato gli
impianti, non l'abbiamo fatto e non lo faremo, lasciamo tutto in ordine».

Così finì il presidio tedesco. Se non ricordo male mi pare che fosse il 23 aprile. Rincuorati passammo ad occuparci del fantomatico auditorio di via Mentana. Tutto fu fatto nel miglior modo possibile: eravamo pronti per le necessità. Alle 21 circa di mercoledì 25 aprile 1945 giunsero Tosi, Oggioni e altre persone. Chiesero di vedere gli apparecchi da noi costruiti, li esaminarono, ci fecero tante domande: erano stupiti e dissero che avevamo lavorato bene e che si poteva cominciare a trasmettere.

Erano circa le 22. Invitati i presenti al silenzio iniziammo a mandare l'inno del Piave; indi, in dissolvenza, Vanna Tongiorgi disse al microfono: «Attenzione, attenzione, qui Radio Busto Arsizio, stiamo per trasmettere un importante comunicato». L'annuncio fu ripetuto tre volte. Quindi il professor Nino Miglierina lesse con voce solenne lo storico comunicato: «Per proclama del Comandante della piazza militare di Busto Arsizio si dichiara decaduto il regime fascista repubblicano e si esorta la popolazione alla calma e al rispetto delle leggi civili e militari dell'8 settembre 1943, rientrate
in vigore. Cittadino italiano, tu che hai sofferto per la tua Patria ancora una volta calpestata dal barbaro nemico, l'ora della tua liberazione è giunta. Lavoratore, ancora per qualche giorno controlla ogni tentativo di distruzione delle tue macchine, delle tue officine, delle tue fabbriche, delle centrali elettriche. Salva la tua ricchezza di domani. Industriali,  disponete perché il lavoro continui, perché le mense aziendali non abbiano a subire interruzioni. Donne, siate degne dell'ora che volge. Italiani
tutti, al vostro posto per la battaglia!».

Le trasmissioni autonome di Radio Busto Arsizio furono di notevole importanza. A quell'ora nessuno
sapeva in Italia quanto avveniva. Le stazioni Eiar in onda media non trasmettevano; i giornali non venivano stampati. La notizia diramata dalla nostra stazione radio fu ricevuta con chiarezza anche a Palermo e in America, dove fu ritrasmessa e non è esagerato dire che fece il giro del mondo, tornando in Italia prima che iniziassero a trasmettere le stazioni Eiar in onda media e prima ancora che fossero pubblicati i giornali.

Insomma Radio Busto Arsizio è stata indubbiamente la prima in assoluto a dare notizia al mondo di quanto avvenne in Italia il 25 aprile 1945. E fu sempre la prima a dare informazione della morte di Mussolini, notizia che ci fu portata personalmente dall'agente americano Icardi. Da quel momento in poi le trasmissioni si susseguirono con regolarità. A partire dal 27 aprile ne abbiamo fatte di due tipi: una per invio notizie al Sud Italia da parte di congiunti residenti al Nord, l'altra per richiedere notizie alla Croce Rossa in merito a militari di cui non si sapeva nulla. Furono entrambe trasmissioni di grande successo. Al mattino, prima ancora di aprire il portone della sede, lungo la strada si formavano folti gruppi di persone che si disponevano disciplinatamente in lunga fila in attesa di consegnare il messaggio da inviare.
Avvenire 19 aprile 2012

1945, Busto Arsizio in onde corte

L'annuncio della fine della guerra venne diffuso dalla radio da Busto Arsizio alle 22 del 25 aprile 1945 in prima assoluta, almeno 12 ore prima dell'analogo comunicato diffuso da Milano


Busto Arsizio (Varese) 10 aprile 1945: nessuno avrebbe potuto immaginare che il centro trasmittente dove l'Eiar (la Rai del tempo, controllata dalla Repubblica sociale) aveva la sua residua potenza in onde
corte, stava per passare alla storia. È ancora meravigliato l'allora capo-centro ingegner Giovanni Lombardo, classe 1915 ma con tutti i suoi ricordi perfettamente in ordine, che ha voluto consegnare la sua personale e diretta esperienza in esclusiva ad Avvenire.

Quel giorno a Busto, ancora sotto regime repubblichino, si presenta un agente americano in auto, con due partigiani e ordini precisi: «Gli impianti sono a nostra disposizione; è come fossero occupati dagli
Alleati»... Tutto ruota intorno allo storico annuncio della fine della guerra, diffuso da Busto alle 22 del 25 aprile 1945 in prima assoluta, almeno 12 ore prima dell'analogo comunicato diffuso da Milano. Lo scoop di Busto venne preparato in 15 giorni: americani e partigiani riuscirono a recapitare le minime strutture per uno studio improvvisato, che già dal 20 aprile era pronto in un appartamento collegato via cavo alle antenne che i tedeschi – intanto – immaginavano di smontare.

Per comporre la redazione si fece vivo un sacerdote, don Federico Mercalli, contatto con altissime
personalità della Resistenza come Enrico Tosi, capo del Comitato di liberazione Alta Italia, che diverrà poi deputato Dc, e il comandante militare di piazza. Tutti erano stati senz'altro preavvertiti da Icardi che – in inglese – di notte usava la stessa radio per comunicare con gli Alleati.

Tutto era dunque accuratamente pianificato: Busto era stata «scoperta» dagli americani con accurate ricognizioni alla ricerca degli impianti trasferiti al Nord dopo la liberazione di Roma, quando l'Eiar aveva evacuato anche il centro radio imperiale di Prato Smeraldo, responsabile del vasto servizio in onde corte italiano. Due trasmettitori erano finiti nella cittadina lombarda a servizio della Repubblica Sociale e di «Radio Tevere», un'emittente che fingeva di trasmettere da Roma. Dobbiamo all'ingegner Lombardo la ricostruzione delle fasi concitate che condussero all'annuncio della Liberazione.

Casualmente, la voce femminile che alle 22 del 25 aprile annunciò la Liberazione era quella della dottoressa Vanna Tongiorgi, amica dei coniugi Lombardo, che di lì a poco sarebbe divenuta una dei maggiori fisici italiani, per lunghi anni impegnata col marito Giuseppe Cocconi in America e al Cern di Ginevra. Chi lesse il comunicato completo fu invece Nino Miglierina, insegnante e successivamente condirettore del quotidiano varesino La Prealpina. Radio Busto Arsizio ha dunque preceduto tutti. A quell'ora a Milano Morivione l'Eiar della Rsi era ancora attiva, ma solo alle 9 del giorno seguente
fu letto il comunicato della liberazione.  L'ingegner Lombardo, di origini siciliane, ricorda con gioia che proprio Il Giornale di Sicilia del 26 aprile uscì con la notizia della liberazione ascoltata da Busto Arsizio. Altro particolare curioso è che il 1° maggio di quell'anno fu celebrato dall'emittente con la trasmissione della messa in diretta dalla chiesa principale di Busto...

Oggi nel luogo dello studio di via Mentana c'è un palazzo recentissimo, mentre le antenne (che per una decina di anni ancora trasmisero i rinati programmi internazionali della Rai) furono smantellate
con la ricostruzione di Prato Smeraldo alle porte della capitale; grande centro che pure non c'è più in seguito alla cessazione delle onde corte italiane nel 2007. Agli uomini di quella straordinaria esperienza, però, non tutto andò bene. Il tenente Icardi rimase coinvolto in un processo per l'accusa (rivelatasi poi infondata) di aver ucciso un altro ufficiale americano, mentre Giovanni Lombardo fu addirittura licenziato ai primi di maggio 1945 per aver permesso quelle trasmissioni «senza autorizzazione»...

L'ingegner Lombardo, che oggi vive a Torino, passerà dunque la sua vita come professore di elettrotecnica nelle scuole superiori; ma forse la Rai non farebbe certo cosa sbagliata se lo «riabilitasse» come un eroe di quei giorni difficili.

di Luigi Cobisi, Avvenire 19 aprile 2012


Antenne Tv, monopoli e caos frequenze (anche in FM)



Tra i tanti fattori in gioco nella complessa partita delle comunicazioni digitali, televisione inclusa, c’è anche quello della distribuzione dei segnali.
I contenuti mediatici, per viaggiare hanno bisogno di antenne. Migliaia di ponti radio sparsi per la penisola. Strutture ad elevata tecnologia che oggi sono in mano a soli due operatori. Rai e Mediaset. La prima li gestisce attraverso Raiway. La seconda attraverso Elettronica industriale, che a sua volta lo scorso anno ha acquisito il controllo del terzo operatore di settore, Dmt. Un duopolio di fatto.


Per alcuni un monopolio, considerando gli intrecci tra politica e aziende del Biscione. In ogni caso un situazione di mercato a controllo ristretto. A suo tempo, a latere della vicenda dell’assegnazione delle frequenze tv, su questo fatto si sviluppò una polemica. Si sosteneva, tra l’altro, che Sky, concorrente di Rai e Mediaset, fosse scoraggiata a partecipare ad eventuali gare da questo duopolio in mani avverse. Mani concorrenti che potrebbero porre molti ostacoli allo sbarco tecnico del nemico Murdoch. Dai prezzi fissati per l’affitto delle antenne alla concessione delle stesse, che potrebbe essere negata.


C’è comunque un altro problema, la cattiva gestione delle frequenze, con anche sprechi energetici (consumi elettrici). Come in Fm, dove in una stessa città la stessa radio è ricevibile su più frequenze. Fatto all’estero inconcepibile. Un canale, pulito e protetto da interferenze altrui, basta e avanza. Discorso analogo per i multiplex televisivi: a Milano se ne contano 43, a Parigi 8, a Londra solo 6.
(Giampiero Bernardini, Avvenire 19 aprile 2012)

lunedì, marzo 26, 2012

FM: nuove stazioni in Tunisia


Ancora FM. Ecco un elenco, by Gunter Lorenz, inviato sulla lista FMDX_Italy, legata all'omonimo sito, di alcune nuove radio attive in Tunisia, che potremo ascoltare presto, con un po' di fortuna e buon propagazione, in tropo o in E sporadica. Gunter indica anche il sito (W) e lo streaming (S)

Nella capitale Tunisi:

Radio iFM, 100.6 MHz

Radio Kalima, 90.7 MHz

Radio Cap FM, 91.5 MHz + 105.9 MHz

Radio 6 Tunis, 97.2 MHz, una "radio libera"


Altre zone:
  
Oxygène FM, Bizerte, 90.0 MHz

Radio Sabra FM, Kairouan, 98.8 MHz

Radio Oasis FM, Gabès, 94.4 + 96.5 MHz

Gunter è l'ideatore di un sito fondamentale per chi si interessa di FM:  fmlist.org

giovedì, marzo 01, 2012

La RAI ha chiuso i 567 kHz di Budrio

Prosegue lo smantellamento delle onde medie da parte della Rai, che a mio avviso continua a smantellare anche se stessa. Buttando via un patrimonio incredibile. Sono stati chiusi i 567 kHz di Budrio. Ecco il comunicato reperibile sul sito RayWay

28/02/2012
RAI UNO IN ONDE MEDIE: DALLE 24:00 DI OGGI SI SPENGONO LE TRASMISSIONI DALL'IMPIANTO DI BUDRIO
Si informa l'utenza radiofonica che a partire dalle ore 24:00 del giorno 28 febbraio cesseranno le trasmissioni in onda media dall'impianto di Bologna Budrio freq. 567 kHz.
La programmazione RAI sarà comunque fruibile per l'utenza locale attraverso gli impianti in modulazione di frequenza (FM) che diffondono il servizio Radio Uno.



Un bell'articolo dedicato alla stazione RAI di Budrio lo potete trovare qui:


lunedì, febbraio 27, 2012

Gli 80 anni del BBC World Service




Il 29 febbraio il World Service della BBC compie 80 anni. E' il servizio di radiodiffusione più noto al mondo e anche quello più stimato in quanto a correttezza delle informazioni.

Maggiori dettagli sul blog Air-Radiorama


giovedì, febbraio 09, 2012

Una stazioncina radio che mi piace


Ecco una stazioncina come mi piacerebbe avere. Una cosa modesta, ma, come dire, ben congegnata. E' quella di George Ulm, W9EVT, simpatico OM statunitense in pensione, ma a quanto pare attivissimo dalla sua isoletta lacustre dove si è ritirato.

Andate sulle sue pagine QRZ.COM per vedere le altre immagini della sua stazione

Elogio della radiolina


Fischio d'inizio alle 15, la radiolina va in gol

Domenica 5 febbraio a causa del freddo e della neve le partite di campionato sono state giocate tutte insieme, senza appuntamento serale. Per un giorno si è rivissuta la magia del calcio che fu, senza la tv ma con la radio incollata all’orecchio. Un articolo sul Corriere della Sera racconta il “miracolo”


di Piergiorgio Lucioni

Tradimento. C'è tutto: la “radiolina”, il fischio d'inizio alle 15 - anzi: i fischi d'inizio, questa volta - i ricordi e quel retrogusto di sensazioni déjà vu che si può tradurre alla buona con una sola parola: nostalgia. Mancano solo loro: dove sono, dannazione, Bortoluzzi, Enrico Ameri, «a te studio», «vai Sandro» (Ciotti), «scusa devo intervenire». Dov'è, dannazione, Ezio Luzzi?
Ieri mancavano solo loro. E ieri, come 50, 40, 30, sì anche vent'anni fa, ecco a noi «Tutto il calcio minuto per minuto» nel suo splendore. Proprio tutto, per una volta e grazie al maltempo, come ce lo ricordavamo quando le giornate di campionato duravano 90 minuti e non i due-tre giorni imposti dalla bulimia di soldi e di audience televisiva. E allora via, “radiolina” e piedi buoni per vedere l'effetto che fa.
Nell'auricolare la stessa sigla e il perenne: «Gentili ascoltatori buon pomeriggio, i campi collegati sono nell'ordine...» e nelle orecchie il gelo della Milano che, se ancora è da bere, di questi tempi (meteorologici) sarebbe senz'altro on the rocks. «Buon pomeriggio dagli studi di Saxa Rubra».


Ma come, solo qualche Mazzola e Rivera fa, il «tacabanda» non arrivava dagli studi di corso Sempione? È l'unità dell'Italia calcistica. E allora, già che ci siamo, proviamo a camminare per via Borgonuovo, davanti al museo del Risorgimento. Auricolare in bella mostra per il giro dei campi: «Parte Torino, poi Milano, Firenze, Roma, Palermo, Verona, Novara, Lecce e poi studio.


Solo i risultati, vai Torino... a te Milano, qui Milano allo stadio Meazza di San Siro... vai Dotto. Qui Firenze, anche al Franchi... A te Roma. All'Olimpico il termometro segna... Grazie Delfino». Vai Cucchi, tre minuti: «Sì... qui Torino... un colpo di testa che ha impegnato severamente il portiere del Siena, ma la Juve non riesce a passare». Tutto come prima e più di prima. Un orecchio ad ascoltare e un occhio a vedere gli sguardi dei passanti, quelli dell'età giusta: «Ricordi, vero?»
Sì, soprattutto quando il viso cede al sussulto per il boato. «Quel boato», quello che irrompe in radiocronaca da un campo diverso e segnala che là qualcosa è successo. Ma là dove? Sono i secondi dell'attesa che il radiocronista - e il maledetto ci mette sempre troppo tempo - annunci che è stato segnato un gol. Della o contro la tua squadra? Sbrigati a dirlo, che il cuore accelera - in un lampo realizzi quante volte succedeva in passato -. Pochi secondi. Troppi secondi, ah la tv dove tutto vedi e tutto controlli. «Attenzione ci sarà un calcio di rigore per la Fiorentina».
Via la linea, via l'auricolare da pischello con iPod; meglio l'autoradio, con il finestrino abbassato al semaforo, ché magari qualcuno ti affianca e vuol sapere. E dall'Alfa non chiedono, ma vedi che aguzzano l'udito. «Mi dai la linea appena il Lecce si è divorato un gol». «Andiamo a Verona... Qui Verona».



«Linea a Milano, vai Repice. Qui Milano, clamoroso, espulso Ibrahimovic». Qui, invece, adesso c'è un bel parco Nord innevato. Gente che corre e padroni di cani, radio in bella vista stile 1960, l'anno della «Dolce vita», del boom della Fiat 600, di Psycho di Hitchcock e di «Romantica» di Tony Dallara. E del primo «Tutto il calcio minuto per minuto» che si congeda come da sempre: «A tutti coloro che ci hanno seguito, grazie per l'attenzione...».
«Scusi cosa ha fatto l'Inter?» «Ha perso 4-0». Il signore se ne va senza ringraziare. È proprio vero: non ci sono più le stagioni e i passanti di una volta.

(Corriere della Sera, 6 febbraio 2012)

martedì, febbraio 07, 2012

Jil FM, nuova emittente in Algeria


Ho potuto ascoltare nei giorni scorsi sui 531 e 549 kHz una nuova emittente Algerina, Jil FM, realizzata dal governo per il pubblico giovane. Su 94.7 MHz opera con 70 KW sulla costa e sicuramente questa estate l’ascolteremo in anche vie tropo o es. Ottima musica. Ecco due articoli che ne parlano.


Radio Algeria recently launched a new youth station. Jil FM started broadcasting at 09:00 on Sunday 15 January on 94.7 FM, in the centre and centre-south, on 531 kHz medium wave in the east and south-east and on 549 kHz medium wave in the west and south-west regions of the country. Jil FM will be providing its listeners with music, reports, debates, entertainment, comedy and news 24/7. Programming will comprise 65% national and international music, 20% programmes related to socio-professional youth issues, 10% culture and 5% news. The radio station, located at 12 rue Shakespeare (El Mouradia–Alger) will also be present on all social networking sites.

Da Medianetwork

di RAYAN NASSIM
"Jil FM" (génération FM), une nouvelle chaîne musicale de l'Entreprise nationale de radiodiffusion sonore (ENRS) destinée à la jeunesse, a commencé à émettre dimanche à 9h00. Le coup d'envoi de la diffusion des programmes cette chaîne a été donné par le ministre de la Communication, Nacer Mehal, le ministre de la Poste et des Technologies de l'information et de la communication, Moussa Benhamadi, le ministre de la Jeunesse et des Sports, El Hachemi Djiar, et le directeur de la Radio algérienne, Tewfik Khelladi. "Jil Morning", première émission diffusée sur les ondes de cette chaîne était l'occasion pour les ministres présents de se féliciter de ce nouveau-né de la Radio algérienne qui s'intéresse en premier lieu à la jeunesse. M. Mehal a émis le souhait de voir cette chaîne de radio répondre aux attentes des jeunes, soulignant qu'elle jouera un rôle important dans le domaine de la culture, 65% du temps d'antenne étant consacré à la musique (algérienne et étrangère).

Relevant que "Jil FM" va enrichir le champ médiatique, le ministre de la Communication a indiqué que le succès d'une radio c'est d'abord la qualité du contenu de ses programmes. "Cette nouvelle chaîne contribuera à la valorisation du patri moine musical algérien dans toutes ses variantes. Ceci n'empêche pas l'ouverture sur les autres cultures", a-t-il dit. Pour sa part, M. Djiar a indiqué que cette nouvelle chaîne de radio représentait un espace important pour la libre expression de la jeunesse algérienne et pour toutes les acteurs qui s'intéressent aux questions des jeunes dans différents domaines.

Pour M. Benhamadi, "Jil FM" est un acquis supplémentaire au service de la jeunesse. "Jil FM" pourra être captée sur 94.7 en modulation de fréquence (FM) dans le centre et dans le centre- sud du pays, et en ondes moyennes (OM) sur 531 kHz dans l'est et dans le sud-est du pays et sur 549 kHz (OM) pour les régions de l'Ouest et le Sud-Ouest. Les programmes de la nouvelle chaîne comportent de la musique, des reportages, des émissions-débats et de l'information. La musique (algérienne et étrangère) setaillera la part du lion avec 65 % du temps d'antenne. Les émissions liées aux questions socioprofessionnelles de la jeunesse représenteront 20% du temps d'antenne, la culture 10% et l'information 5%. "Jil FM", entièrement numérisée, émettra en H24, 7 jours sur 7, et sera présente sur l'ensemble des réseaux sociaux.

Da Le Midì Via PlayDX

venerdì, gennaio 13, 2012

Anche Radio Bulgaria via dalle onde corte

Abbiamo i ricevitori che abbiamo sempre sognato ma le onde corte si spopolano sempre più. Se ne va anche Radio Bulgaria
Email from Radio Bulgaria January 6, 2012.
"Dear Kraig,
This year the radio's budget has been seriously cut, and we will soon be facing some radical changes in our transmissions.
Shortwave broadcasts are to be ceased, and opportunities for satellite broadcasting and online programs are now explored.
We are under quite a lot of mostly negative pressure recently, as we fear they might lead to losing some of our most
regular and interested listeners, including you. But let's hope that things will change for the better!
Keep listening to our programs while we are still on the air on shortwave.
We will soon be sending all our listeners detailed info on what the future changes to our broadcasts will be.
Warm regards from sunny but cold Sofia,
Rossitsa
English Section, Radio Bulgaria"

Kraig, KG4LAC, Manassas, Virginia, USA via DXLD List

venerdì, dicembre 09, 2011

Morte di un'antenna



Ecco come muore un'antenna. Si tratta di una logaritmica della stazione a onde corte di Hörby in Svezia. MI fa molta tristezza. E comunque avrei preferito poterla recuperare e installare nel giardino della mia mamma in Toscana. HI

Il video su YouTube

Questa invece è un'altra antenna che viene abbattuta, sempre nello stesso sito:

il secondo video

mercoledì, novembre 02, 2011

Povera Gran Bretagna: perde la voce


In Inghilterra continua la demolizione del settore radiofonico. Avanti tutta con l'eliminazione di trasmissione in onde medie e corte. Avanti tutta con il DAB, anche se il digitale fa brutti scherzi. E si pensa di abbattere pure le antenne della BBC 4 in onde lunghe sui 198 kHz. La voce di quella che fu il grande Regno Unito è sempre più flebile. Consiglio di approfondire il tema leggendo questo post su Radiopassioni

martedì, novembre 01, 2011

Radio Lipez, Bolivia


Desde Uyuni a través de Radio Lípez, la única emisora que llega al Sud Oeste Potosino, la Gerencia Nacional de Recursos Evaporíticos (GNRE) se acerca a la comunidad por medio de dos espacios radiales en los que participan como invitados distintos líderes de la región, miembros de organizaciones sociales, autoridades y técnicos municipales, la temática principal se refiere al impacto del Proyecto de Litio en la región, del departamento y el país.

“Análisis Político” y “Ventana Rural” son los programas difundidos en el Sud Oeste potosino, con el objetivo de debatir sobre la importancia actual de la minería y las perspectivas para el futuro en esta región.

Hasta la fecha se superaron los 50 programas emitidos en directo, todos los viernes y sábados entre las 16.00 y 17.30 Radio Lípez en F.M. 32.3 (Uyuni) y Onda Corta 4.795 Khz son el instrumento para sociabilizar la Estrategia de Recursos Evaporíticos.

La audiencia puede escuchar a distintas autoridades y representantes de: Comités Cívicos, Municipios y Movimientos sociales como la Federación Regional Única de Trabajadores Campesinos del Altiplano Sud (FRUTCAS) y de la Federación Sindical Única de Mujeres Campesinas del Altiplano Sud Bartolina Sisa (FSUMCAS-BS), quienes unen en sus participaciones sus expectativas sobre el proyecto, con sus vivencias, retos y tradiciones que dan esencia a las comunidades.

El contenido de los programas aborda diferentes temáticas; análisis de la Guerra por el Litio, convivencia con el gran salar, proyecciones municipales y los recursos evaporíticos, defensa social reivindicativa por el litio, construcción regional a base del Litio, Litio y aporte al desarrollo regional y el futuro del país, explotación del Litio como modelo latinoamericano, desarrollo social y comunitario para el Sud Oeste potosino, entre otras.
Por otra parte también se difunde la agenda de actividades enmarcadas en el fortalecimiento de las relaciones comunitarias además de los hitos más importantes en la implementación del Proyecto de Exploración e Industrialización de los Recursos Evaporíticos, tanto en la Planta de Llipi como en las actividades al interior del Salar.

Este medio de comunicación es una herramienta muy importante para difundir las características del litio, como por ejemplo su ubicación y sus principales usos; también se brinda información sobre los salares de Bolivia, los alcances de las reservas de litio que posee nuestro país, los antecedentes que motivaron el inicio de la Estrategia de evaporíticos.

Las fases del proyecto, los resultados alcanzados, los trabajos de obras civiles efectuados en la Planta, la construcción de piscinas en el salar, y todas las actividades que realiza el personal de la GNRE, incluyendo una descripción de las acciones tomadas durante la inundación que presentó el salar este año, la construcción del terraplén, y el inicio de obras de la Losa Radier, le dan una tónica informativa que sin duda alguna es importante para toda la población.

Estos espacios radiales, “Análisis Político” y “Ventana Rural” se posicionan como un referente importante en la relación con la comunidad y el nuevo panorama minero referido al Litio, el Gobierno Plurinacional por medio de su Estrategia Nacional de Industrialización de los Recursos Evaporíticos apuesta por el desarrollo de las provincias, el departamento y el país en su conjunto.

FUENTE: La Radio, un medio eficaz para el Proyecto Litio en las comunidades http://bit.ly/rtOfit
Imagen de:comunidadandina.org
(Via Yimber Gaviria, Colombia, via PlayDX)

Trasmissioni in italiano


Siamo tornati all'ora solare. E' iniziato l'autunno. Per chi cerca i nuovi orari (e le frequenze) delle radio in italiano ecco un sito "must": Italradio

venerdì, settembre 09, 2011

Il declino delle bande tropicali

Analisi delle bande tropicali - 2011

Anker Petersen, DXer di lungo corso, editore del quindicinale DX-Window per conto del Danish Short Wave International Club (DSWCI) e del Domestic Broadcasting Survey (DBS) anche quest'anno ha messo a punto un rapporto sull'andamento delle bande tropicali. La tendenza è ormai da lunghi anni la stessa: la diminuzione costante delle stazioni radio in banda tropicale. Un fenomeno che comunque riguarda tutte le onde corte, che potremmo dire sono in via di estinzione. La sua analisi non include stazioni pirata e clandestine.


Stazioni broadcasting attive 2200 – 5800 kHz

Regione - anno 1973 1985 1997 2009 2011

Central Africa 102 76 40 18 15

Southern Africa 57 39 33 20 20

Middle East 9 4 1 0 0

Indian Subcontinent 62 45 45 29 29

South East Asia 40 29 21 4 2

Indonesia 171 105 65 13 10

China, Taiwan, Mongolia 119 110 75 32 28

CIS (ex Unione Sovietica) 61 59 47 7 8

Far East 38 28 28 9 15

Papua New Guinea 17 20 20 15 14

Australia and other Pacific 10 4 13 8 13

Central America, Mexico 21 23 24 5 5

Caribbean 29 3 3 2 2

Northwestern South America 98 41 19 3 2

Ecuador 47 33 22 5 3

Peru 78 69 78 28 22

Bolivia 35 42 25 14 10

Brazil 107 87 67 35 35

Southern South America 5 2 1 0 0

Totale 1106 819 627 247 233

Dai numeri appare evidente il declino delle onde corte in queste bande. Questo anche perché è cresciuta la diffusione delle emittenti in FM e degli altri media, dalla TV a Internet. Unica eccezione il Pacifico dove sono comparse alcune nuove piccole stazione private a bassa potenza.

Questo è l'elenco delle stazioni in banda tropicale chiuse nel 2010 (oltre alle emittenti su 3815, 4739,6 e 4740), comprese le BC internazionali:

kHz kW Station Country Last log

3220 10 R Morobe, Lae Papua New Guinea MAR10
3815 0,2 KNR, Tasiilaq (USB) Greenland FEB11
3950 - Voice of China, CNR-1 China FEB10
3975 250 Magyar R, via Wertachtal Germany JUN10
4450 100 KCBS, Pyongyang Korea, North MAR10
4460 100 Voice of China, CNR-1,Beijing China NOV10
4739,6 - Son La R & TV, Son La Vietnam SEP09
4740 1 R Peace, Nuba Mountains Sudan SEP09
4775 100 WWCR, Nashville, TN USA FEB10
4781,5 - R Tacana,Tumupasa, La Paz Bolivia MAR10
4781,6 3 R Oriental, Tena, Napo Ecuador MAR10
4850 50 AIR Kohima, Nagaland India MAR10
4865 5 R Missões da Amazônia,Obidos Brazil FEB10
4930 50 Türkmen R, Asgabat Turkmenistan FEB10
5005 5 R Nepal, Khumaltar Nepal APR10
5009,8 1 R Cristal Int., Santo Domingo Dominican Republic FEB10
5030 100 Rdiff. du Burkina,Ouagadougou Burkina Faso JAN10
5030 100 Voice of China, CNR-1,Beijing China JAN10
5050 50 Voice of Taiwan Strait, Fuzhou China NOV10
5080 100 WTWW, Lebanon, Tennessee USA MAR10
5586,8 0,3 R Juventud, Pasto, Nariño Dept. Colombia


(Petersen, DX-Window 433 8 agosto 2011)

martedì, agosto 23, 2011

La BBC lascerà le onde corte nel 2014



Altri tagli per la BBC in onde corte, in vista di quello definitivo. Come segnala Andrea Borgnino sulla lista Radiorama a dicembre sarà chiuso l'impianto di Rampisham. Viene scritto in un articolo che cita come fonte il sindacato inglese dei media.

Inoltre viene annunciata la chiusura di tutte le trasmissioni ad onde corte
della BBC per il 2014.


L'Occidente continua ad abbandonare la radio. Da imperiali a straccioni col Pc

Ecco il testo

*BBC Rampisham shortwave site to close by Christmas*
BECTU members at the Rampisham transmitter site in Dorset run by Babcock
Engineering were shocked to learn yesterday (17 August) of plans to close
the facility by Christmas with the loss of 19 jobs.
Staff across the UK had been expecting bad news after the decision by BBC
World Service in January this year to sharply reduce the number of hours of
shortwave broadcasting and to end it altogether by 2014.
Despite this advance warning, yesterday's announcement still came as a
shock. The company also plans to close three posts at the Woofferton site in
Shropshire with four at Orford Ness in Suffolk also at risk of closure.
An initial meeting between BECTU representatives and management took place
yesterday; the consultation period is due to end on 19 September.
Assistant general secretary Luke Crawley said:
“The loss of 19 jobs at Rampisham and seven elsewhere in the network will
come as a terrible blow to our members. We have already pressed the
management to do everything they can to minimise the impact including
offering redeployment and retraining where appropriate. Transmission members
will note with regret that this announcement will also end seventy years of
shortwave broadcasting from Rampisham.”

giovedì, luglio 14, 2011

Notizie


Qualche notizia:

BBS Bhutan, riportata attiva sui 6035 kHz (DX Window)

UBC, Uganda, attiva di nuovo su 4976 e 7270 (DX Window)

Galei Zahal, Israele, è attiva sulla nuova frequenza di 9235 kHz //15850 (via Worldbandradio)

La Bulgaria è tornata a trasmettere in DRM: Radio Bulgaria 9700 kHz (1530-1900 UTC); Horizont 9700 (0400-0700 UTC) e 11900 (0600-1200 UTC) (DX Window)

sabato, luglio 09, 2011

Ritratti di stazioni italiane




Anche se è piuttosto conosciuto mi piace ricordare un sito dedicato alle foto e alle informazioni sulle stazioni radio italiane. Oltre alle BC ci sono anche delle utility, radiofari compresi. Piacevole e valido. E' gestito del nostro amico Andrea Borgnino IW0HK: The Italian HF Archive

giovedì, luglio 07, 2011

Domestic Band Survey 2011


Per gli appassionati di onde corte c'è una piccola ma indispensabile pubblicazione. Si tratta del DBS 12, ovvero il Domestic Broadcasting Survey 2011, edizione numero 12. Si tratta dell'elenco, in ordine di frequenza, delle stazioni che operano nelle bande tropicali e di quelle domestiche in onde corte. Una risorsa accurata e importante per il DXer curata da un DXer, il ben conosciuto Anker Petersen e pubblicata dal DSWCI, il Danish Short Wave Club International. Un club a cui io sono particolarmente affezionato.

Chi fosse interessato può richiederne una copia in PDF via email inviando 5 euro ad Andreas Schmid (indirizzo: Lerchenweg 4, D-97717 Euerdorf, Germania). Lo si può anche contattare alla mail schmidandy(-at-)aol.com

Per chi volesse ricevere una copia cartacea il costo sale a 10 euro...

Un estratto può essere scaricato qui in PDF

lunedì, giugno 27, 2011

Dalla radio allo struzzo. La politica europea

Oggi, lunedì 27 giugno, in Olanda si discute dell'assetto della radiofonia. E anche la famosa e ascoltata Radio Nederland rischia di dovere abbandonare le onde corte.

Ormai l'Occidente, il vecchio continente in particolare, rinuncia a comunicare col resto del mondo. Spenge le radio e pensa che basti Internet. E' un illusione.

L'Europa fa come lo struzzo: mette la testolina sotto terra e dice: non vedo, non sento... quindi il resto del mondo non esiste. Ogni tanto mostra un dito medio agli immigrati e spera che affoghino. Non c'è che dire, una politica internazionale molto astuta.

Audiradio addio. Vittima di troppi interessi

Audiradio chiude. Non è stato possibile approvare il bilancio 2010 per scontri interni, tra soci, evidentemente divisi da interessi particolari. Vedi alla voce pubblicità.

Probabilmente ora nascerà un nuovo diverso strumento di verifica degli ascolti radio in Italia.

Ecco una nota della Rai (da Giornaleradio.info:
Le dichiarazioni rilasciate da alcuni esponenti dell'emittenza radiofonica privata contengono affermazioni inaccettabili, non rispondenti ai fatti e lesive per Rai.La minoranza in seno ad Audiradio (4 contro 11) ha decretato la morte di Audiradio impedendo con ostinazione e con motivazioni pretestuose l'approvazione del Bilancio 2010 della Società.Il mercato rimarrà senza un indagine sugli ascolti e per questo deve ringraziare il comportamento irresponsabile di Finelco, RTL, RDS e Radio e Reti.I rappresentanti del mercato UPA/Assocomunicazione e Unicom, le altre emittenti nazionali e la Rai, hanno tentato fino alla fine di evitare questo epilogo infausto per lo sviluppo del mezzo radiofonico.Rai è pronta a lavorare per lo sviluppo di una nuova indagine insieme al mercato e agli altri operatori in coerenza con le linee che saranno dettate dall'AGCOM. La nuova indagine non potrà più basarsi su metodologie ormai obsolete e non più in grado di rappresentare le dinamiche del mercato. Essa dovrà utilizzare le più moderne metodiche traguardando anche l'introduzione del meter al pari di quanto oggi avviene per la televisione.

Staremo a vedere, anzi a sentire

giovedì, giugno 02, 2011

Addio al fado... RDP off air

Accidenti, la radio portoghese ha "sospeso" dal 1° giugno le trasmissioni in onde corte. RDP era (lo sarà ancora?) la mia emittente preferita. L'ascoltavo spesso la mattina, sui 12 MHz. Ho sempre apprezzato e amato la sua musica, le sue canzoni. Nostalgiche, intense. Potrò risintonizzarla ancora? Non lo so. Che rabbia. Va così avanti la desertificazione delle onde corte. Proprio ora che abbiamo a disposizione ottime radio, anche a prezzi ridotti.

Ecco cosa si legge sul bollettino quindicinale DX-Window, numero 429, appena pubblicato:

”Unfortunately one more SW broadcaster is considering to leave the shortwaves. RTP-Radio Portugal announced that it will close "temporarily" the SW broadcasts, starting on Jun 01, 2011. On a press release, RTP says that it will be a
test period, and only after that they will declare the final decision. Although I think it will be difficult to reopen the SW broadcasts due to economic difficulties, I still have the hope, that if many listeners write RTP-Radio Portugal requesting for SW, maybe they reopen the SW broadcasts on reduced airtime or on special events(soccer).You can sign the petition requesting the SW broadcasts to continue on http://www.peticaopublica.com/PeticaoAssinar.aspx?pi=P2011N9010 and you can also send an email to: rdp.internacional@rtp.pt , rtp@rtp.pt or send a letter to: Av. Marechal Gomes da Costa, 37-bloco B ¬ 2º, 1849-030 Lisboa, Portugal.” (Bruno Marado via ETON-E1-XM-Radio@yahoogroups.com , May 22, via Berg)

Chi può e vuole sottoscriva la petizione al link qui sopra

giovedì, maggio 05, 2011

Africa n. 1 (Gabon) in difficoltà e off air

The Pan African Radio, Africa No. 1, has lost its signal and is no longer being received in Gabon and elsewhere in Africa since Apr 27, PANA learnt from the radio's management in Libreville.

According to the daily ”L'Union”, the satellite operator Eutelsat might have stopped its services to the station over an estimated 200 million CFA francs in arrears of payment. The station has been experiencing serious financial problems since 2001, especially after R France Internationale (RFI) and Japanese Radio NHK stop SW broadcasting (via this tx to Africa, we can think. Ed.). The arrival of Libyan partners had restored hope among the workers, who are now threatened by the ongoing political crisis in Libya.

The crisis, marked by the freezing of Libyan assets and the Western military intervention in the north African country, has impacted negatively on the station, which has a total debt of 1.2 billion CFA francs, according to the Management.

According to a representative of the Libyan partners in Gabon, Abubaker Ali, the salaries of the station's journalists were paid only till the end of March 2011. Ali said that the crisis in Libya prevented Libyan-African Investment Portfolio (LAP) from having access to the required funds. Libyan Jamahiriya Broadcasting became the majority shareholder in Africa No. 1 with 52 per cent of the capital, the Gabonese government owns 35 per cent and the Gabonese private sector 13 per cent. The station started broadcasting in 1981.

(Afrique Jet, via Slaen, via DX-Window)

martedì, maggio 03, 2011

Libia: la situazione in onde medie

WRTH has uploaded the National Radio update as of May 2
http://www.wrth.com/updates_national.html
including:

LIBYA - MW situation:

675, 1125 and 1449 kHz are controlled by the Libyan opposition and identify as Radio or Voice of Free Libya, all with different programming.

Benghazi 675 kHz station has also web site at: http://voicefreelibya.blogspot.com

1449 kHz is in Misrata, not Al-Assah.

711 kHz is in Al-Assah and transmits irregularly Vo Africa and other programming in parallel with 1251 kHz, which is running on low power.

972 and 1053 kHz are on the air, both carrying own programming. All other MW transmitters are off the air.


(via Glenn Hauser's DXLD mailing list)

giovedì, marzo 24, 2011

La guerra di Libia in onde corte



In questi giorni su più liste si è parlato delle attività radio militari in onde corte sul fronte libico. Ecco un riassunto delle frequenze monitorate riportato da DX-Window, il bollettino quindicinale del Danish Short Waves Club International.

New utility observations from Italy:

4196 USB: AWACS traffic by Magic 70, heard in English with French, British and Italian accent.

6688 USB: French tfc c/s Capitol; active till about 1915.

6712 USB: French tfc ( QRM at some moments by USAF Andrews messages)

6877 USB, you can receive messages in Arabic, English and French for the coalition to the people Libyan broadcasts probably come from EC-130J Commando Solo or some base in the Mediterranean. (Koie)

USAF EC-130J STEEL 74 has been transmitting on 6877.0 kHz to Libya this evening. A recorded message in English, French and Arabic on SSB says "Libyan ships or vessels remain anchored. Do not leave port. The Gaddafi regime forces are violating a United Nations resolution ordering the end of hostilities in your country. If you attempt to leave port you will be attacked and destroyed immediately. For your own safety, do not leave port."

The Commando Solo is operated exclusively by the 193rd Special Operations Wing, which is based at the Harrisburg International Airport in Middletown, Pennsylvania. According to the Milcom Monitoring Post.

the transmission is "slightly jammed". Here is a recording of the transmission, with no jamming audible. (Sennitt, Mar 20, via Koie)

The Danish F-16 are based in Sicily on the U.S. Naval Air Station Sigonella which also uses 6730 kHz as Karup Air Base.

For more info about Commando solo see Wikipedia

nella foto: Commando solo in azione

mercoledì, marzo 23, 2011

Radio Maria Papua New Guinea on 4960 kHz




Radio Maria ha in funzione un trasmettitore in onde corte in Papua e Nuova Guinea sulla frequenza di 4960 kHz. L’antenna è localizzata a Vanimo, nel Nord del Paese verso il confine indonesiano. La potenza è di 1 Kw. E’ stato riattivato nei giorni scorsi.

Radio Maria is on air in Papua Nuova Guinea on the frequency of 4960 kHz. The antenna is located in Vanimo, in the North of the country, not far from the Indonesian border. Power is 1 Kw. It was reactivated few days ago.